Il Dragon Boat
Mentre Roma si preparava a combattere la Prima Guerra Punica contro Cartagine, in Cina nasceva quello che oggi è noto come “the Dragon Boat”, la barca del drago. Ventitre secoli più tardi dal lungo scafo tambureggiante è nata una disciplina agonistica altamente spettacolare. Tutto è cominciato con un tuffo micidiale, un suicidio nelle acque del fiume Mi Lo, nella Cina meridionale. Autore dell’insano gesto (avvenuto nel 277 a.C.), fu Ch’u Yuan, nobile con un’alta carica a corte e anche maggior poeta di quel periodo. Quello di Ch’u Yuan fu un segno di protesta contro la corruzione della classe politica di quel tempo. Si uccise il quinto giorno della quinta luna, lasciandosi annegare nel Mi Lo. I pescatori locali, a cui il poeta dedicò una delle poesie più note, salirono subito sulle proprie barche per cercare di salvarlo, ma fu tutto inutile. Battendo forte con le pagaie sull’acqua del fiume, tentarono di preservare il suo corpo dagli assalti dei pesci. Poi, come sacrificio al suo spirito, gettarono nel Mi Lo gnocchi di riso avvolti in seta. La nascita del Dragon Boat era avvenuta e ogni anno, il quinto giorno della quinta luna, i pescatori cinesi ricordano lo sciagurato gesto di Ch’u Yuan, gareggiando fra loro sulle barche del drago e mangiando gnocchi di riso avvolti nelle foglie di loto.
Il Dragon Boat è una barca con la testa e la coda di drago, della lunghezza di m 12,66 e larga m 1,06. Le pagaie sono simili a quelle della canoa canadese il cui peso è di circa un chilo. Sullo scafo trovano posto venti pagaiatori, a prua, rivolto verso l’equipaggio, un tamburino batte il tempo su di un grosso tamburo, retaggio di un’antica tradizione. A poppa è alloggiato, proprio sulla coda del drago, il timoniere, alle prese con un remo lungo m. 3 la cui pala è larga cm 18 circa.



